Vincenzo martemucci

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Sulle prime visite pastorali di Papa Leone XIV

Papa Leone XIV prega davanti alla tomba di San Charbel Makhlouf presso il Monastero di San Maroun, ad Annaya, in Libano, lunedì 1° dicembre 2025. (Foto AP/Domenico Stinellis, Pool) – Fair use

Tra novembre e dicembre 2025 Papa Leone XIV ha visitato la Turchia prima e il Libano poi.

La sua visita in Medio Oriente è stata caratterizzata dal dialogo con i fratelli ortodossi, con i quali ha celebrato il 1700esimo anniversario del primo concilio di Nicea, nonché con i musulmani, visitando la moschea di Sultan Ahmed.

Il suo viaggio, è evidente, è anche stato caratterizzato dal coraggio, poiché il Santo Padre, ha visitato il Libano, dove ha pregato e visitato i fratelli Maroniti e delle chiese cattoliche orientali, soffermandosi anche a pregare per le vittime dell’esplosione avvenuta nel porto di Beirut nel 2020.

Nell’Ottobre 2025, la rischiosità del viaggio fu fatta notare al Papa dalla regina Rania di Giordania, che chiese esplicitamente al Santo Padre “Sua Santità, lei pensa che sia sicuro andare in Libano?” domanda alla quale il Papa ha risposto senza indugio “Beh, noi ci andiamo”, di fatto minimizzando e l’allarmismo di Rania, dimostrando determinazione, fede ed un pizzico di umorismo, utile a disinnescare le preoccupazioni della Regina.

La visita in Libano era molto rischiosa, e credo che all’epoca non se ne sia parlato abbastanza.

Già allora Israele era ai ferri corti con Hezbollah e bombardava il Libano. Non solo: il Libano stesso era in una fase storica drammatica, caratterizzata dal crollo del settore bancario, tagli alla sanità, mancanza di medicine, energia e carburante.

La situazione libanese, su scala nazionale e internazionale, non era dissimile da quella di una polveriera: pronta a esplodere.

La scelta di Leone di visitare il Libano assume quasi contorni eroici se si pensa che il suo predecessore, Francesco, aveva più volte espresso il desiderio di visitare il Libano, senza mai riuscirci proprio per via dell’instabilità di quelle nazioni, che in questo periodo, aprile 2026, ha raggiunto nuove vette.

Scegliere la Turchia e il Libano come prime visite pastorali è stato un vero e proprio ruggito.

Le critiche di marzo 2026 da parte del popolino italiano per le visite del Papa al Principato di Monaco, oltre a essere ingenerose e frutto di una sconfinata ignoranza, sono state dei rantolanti miagolii al confronto.

Questo non mi sorprende. Viviamo nell’epoca in cui la negatività paga. La critica insensata, ingenerosa ed ignorante, attira altri personaggi senza senso, amor proprio, conoscenza e, soprattutto fede.

E costoro, purtroppo, sembrano essere la maggioranza nel mare magnum dei social. Ma questo mare, a confronto del mondo reale, è solo uno stagno.


I miei pensieri vengono generalmente battuti a mano su un editor di testo (e.g. Word o Writer) e poi rifiniti. In questo caso, invece, questo pensiero l’ho prima manoscritto di getto, e poi riportato in forma digitale. RIFIUTA ANCHE TU LA GENERAZIONE INDISCRIMINATA DI TESTO CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE!

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